LA CASA DEL CINEMA CONTRO IL TESSUTO SOCIALE DELLA REGIONE

1267211_715168181844196_1107365499_oA Locarno e in tutta la regione si sta facendo un gran discutere della Casa del Cinema, progetto controverso  il cui credito per l’avvio della costruzione è stato approvato dal Consiglio Comunale cittadino – 6 milioni di franchi, su un totale di 32,2 milioni, cifra che verrà raggiunta coinvolgendo il Cantone, i comuni della regione, gli enti turistici e la fondazione privata Stella Chiara – e contro cui è già in atto un referendum mosso dal Partito Comunista e dalla Lega. Uno degli argomenti importanti impugnato contro la Casa del Cinema è quello del futuro incerto delle numerose associazioni presenti nel palazzo delle ex scuole comunali di Piazza Remo Rossi, entro il quale si vorrebbe realizzare il progetto in analisi. È importante ricordare che molte di queste associazioni spaziano tra i più svariati ambiti della cultura e spesso e volentieri lavorano a stretto contatto con giovani e giovanissmi, pertanto sono da ritenere dei tasselli fondamentali del mosaico che compone il tessuto sociale e culturale del locarnese. Leggi il resto dell’articolo

No alla guerra. Siria sovrana.

untitledDiscorso tenuto nel corso del presidio contro la guerra imperialista in Siria, organizzato dal Partito Comunista della Svizzera italiana (PC) e dal suo movimento giovanile, la Gioventù Comunista (GC), in data 7 settembre 2013.

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Le abbaglianti luci del Palazzo del Cinema

imagesLo scorso 25 marzo il Consiglio comunale di Locarno ha approvato quasi all’unanimità un credito di circa 1,6 milioni di franchi per la progettazione definitiva del Palazzo del Cinema. La sola voce politica contraria – oltre al leghista Ferdinando Massera – è stata quella del Partito Comunista (Pc), con l’astensione del suo consigliere comunale a Locarno Simone Romeo. Questo mancato sostegno al credito proposto dal Municipio vuole indicare che il Pc non è aprioristicamente contrario al progetto in questione, non si è infatti votato contro la progettazione, ma vi sono molti elementi – in buona parte sottaciuti dalle principali forze politiche e dalle istituzioni cittadine – che non mettono in buona luce quest’opera. Leggi il resto dell’articolo

Il bombardamento di dollari che spinge la Svizzera nell’euro

1290953470jP7ck3A partire dal 1971, con l’annullamento degli accordi di Bretton Woods del 1945 e la conseguente sottoscrizione del cosiddetto Smithsonian Agreement, il panorama monetario è profondamente cambiato. Venne infatti determinato il passaggio dal Gold Exchange Standard – sistema nel quale il solo dollaro era convertibile in oro, al prezzo fisso di 35 dollari l’oncia, mentre tutte le altre valute erano a loro volta convertibili in dollari – all’attuale Dollar Standard, sistema monetario che ha invece al suo centro la sola valuta a stelle e strisce. Attraverso questo epocale passaggio si è eliminato qualsiasi riferimento aureo della moneta e quindi il valore intrinseco che essa rappresentava, dando così il via libera a una mastodontica produzione di capitale fittizio, ovvero il derivante da un processo improduttivo di ricchezza. È importante ricordare che il capitale fittizio non nasce in questo particolare momento storico, in quanto è presente sin dai primi momenti di affermazione del sistema proto-capitalistico e non a caso venne già analizzato da Karl Marx e Friedrich Engels nel terzo libro de “Il Capitale” nel 1894. Nella storia non ha però certamente mai potuto trovare un terreno fertile come quello servitogli negli ultimi quarant’anni dall’evoluzione del sistema capitalistico, e in particolar modo dal concretizzarsi del corrente periodo monetario. Non avendo più un reale valore, la moneta – e in particolar modo la valuta internazionale di riferimento, che nel caso della storia recente è il dollaro – può essere facilmente stampata, a patto che essa possa venire scambiata all’estero in cambio di beni derivanti da un processo realmente produttivo della ricchezza, e pertanto internazionalizzata. Leggi il resto dell’articolo

Dal Gold Standard al nuovo salvataggio di UBS e Credit Suisse

La campagna per le elezioni presidenziali statunitensi è ormai entrata nel vivo. Tra i tanti argomenti in discussione ce n’è uno che dovrebbe suscitare particolare interesse anche in Svizzera e più in generale in tutto il mondo: il possibile ritorno della moneta statunitense ad una forma di Gold Standard, un sistema monetario basato sull’oro. Va ricordato che l’attuale sistema monetario mondiale è invece un “Dollar Standard”, cioè un sistema basato sul dollaro, mentre il sistema precedente – finito nell’agosto del 1971 per decisione unilaterale degli Stati Uniti – si chiamava Gold Exchange Standard e prevedeva che il solo dollaro fosse convertibile in oro, ad un tasso fisso di 35 dollari l’oncia. Tutte le altre valute erano a loro volta convertibili in dollari e potevano richiedere la conversione dei dollari posseduti in oro. Il dollaro rappresentava dunque l’oro nelle riserve. Da quel momento però gli USA cominciarono a stampare troppa moneta e le conversioni aumentarono di conseguenza; così il 15 agosto 1971 gli USA ruppero la parità dollaro-oro, annunciando che da quel momento un dollaro assunse il valore di un dollaro. Leggi il resto dell’articolo

Losone ha vissuto una delle sue peggiori legislature

Intervista di sinistra.ch per la candidatura al Consiglio Comunale di Losone alle prossime elezioni comunali del 1 aprile 2012.

Il Partito Comunista si ripresenta alle elezioni comunali di Losone con il Consigliere comunale uscente Mattia Tagliaferri. Per entrare nel vivo dell’intervista, cominciamo a chiedergli di presentarsi… Leggi il resto dell’articolo

Intervento di co-presentazione del documento sulle linee guida della politica comunale della Conferenza Cantonale del Partito Comunista sulla politica comunale

Discorso tenuto al momento della presentazione del documento sulle linee guida della politica comunale del Partito Comunista, nel corso della Conferenza Cantonale sulla politica comunale svoltosi alla Casa del Popolo di Bellinzona il 25 febbraio 2012.

Care compagne,

Cari compagni, Leggi il resto dell’articolo