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	<title>Mattia Tagliaferri</title>
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	<description>Candidato al Granconsiglio ticinese il 10 aprile 2011</description>
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		<title>Mattia Tagliaferri</title>
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		<title>La Svizzera entra nell&#8217;Euro</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 14:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tagliaferrim</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/11/euro-franco-500x375.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-267" title="euro-franco-500x375" src="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/11/euro-franco-500x375.jpg?w=150&#038;h=112" alt="" width="150" height="112" /></a>I paesi che fanno oggi ufficialmente parte dell&#8217;Eurozona, vi sono entrati con un particolare entusiasmo popolare a partire dal 1999 &#8211; data in cui l&#8217;Euro ha cominciato a circolare sui mercati finanziari &#8211; e il 2002, momento in cui la moneta unica europea è stata realmente immessa in circolazione. Questi erano anni in cui il capitalismo finanziario occidentale ancora viveva un momento di particolare spinta, in quanto era riuscito a rigenerarsi &#8211; proprio tramite la finanziarizzazione e la delocalizzazione nell&#8217;est Europa &#8211; dalla crisi di sovrapproduzione degli anni Settanta. Allora il sistema era improntato prevalentemente sull&#8217;industria e aveva trovato nuovi sbocchi di mercato, atti all&#8217;espansione del capitale, con la vittoria della Guerra Fredda da parte del blocco atlantico.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-266"></span>Oggi è assodato che a giovare dall&#8217;operazione uscita dal trattato di Maastricht del 1992, sia stato sostanzialmente il solo capitale germanico, in quanto si è diffuso l&#8217;ex Marco tedesco al resto del continente, permettendo alla Germania di diventare il paese con la &#8220;valuta imperiale di riferimento&#8221; (gli altri paesi europei, in particolar modo quelli mediterranei, hanno infatti vissuto un&#8217;iperinflazione &#8211; in Italia il mercato reale ha parificato 1000 delle vecchie Lire a un Euro &#8211; con una conseguente diminuzione del potere d&#8217;acquisto della classe lavoratrice, che ha a sua volta portato a una diminuzione della domanda aggregata interna). Questo processo nasce proprio per creare una valuta che sia coprotagonista del potere del Dollaro &#8211; qui si mostrano le prime avvisaglie di un conflitto interimperialistico, giunte ora a un livello altissimo a causa della crisi partita nel 2008 &#8211; come risposta al deprezzamento dello stesso a partire dalla crisi degli anni Settanta.</p>
<p style="text-align:justify;"> L&#8217;Occidente vi uscì sostituendo il sistema monetario basato sulla parità aurea (il &#8220;gold exchange standard&#8221;) con un sistema in cui il riferimento è proprio il Dollaro, per cui l&#8217;andamento di qualsiasi moneta è da leggere nel suo rapporto con il Dollaro, cosa che ha portato a gravi fenomeni inflazionistici in Europa e in Giappone. In pratica con l&#8217;Euro si è andati a riprodurre il medesimo sistema, ma con al centro l&#8217;ex Marco tedesco. Oggi la crisi del debito sovrano sta dilaniando l&#8217;intera Europa e l&#8217;esistenza stessa dell&#8217;Euro è messa in discussione proprio da quella Germania che tanto ha guadagnato con la sua introduzione. Proprio per questo nessun governante potrebbe pensare di avere il sostegno popolare per entrare nell&#8217;Eurozona: a scegliere però di salire su una barca che sembra affondare è stata proprio la Svizzera.</p>
<p style="text-align:justify;">La decisione di bloccare il valore di cambio del Franco con la moneta unica, ha di fatto sancito l&#8217;adesione ai trattati di Maastricht ed è come se oggi la Svizzera facesse parte dell&#8217;Euro. Naturalmente il Consiglio federale (CF) e la Banca Nazionale Svizzera (BNS) hanno fatto passare questa misura come se fosse qualcosa di straordinariamente necessario affinché le esportazioni elvetiche non vadano macerandosi.</p>
<p style="text-align:justify;">Non è però mai stato spiegato che l&#8217;Euro è una valuta fondata sulla fissazione del cambio tra la stessa e le varie valute nazionali; l&#8217;avere realmente l&#8217;Euro tra le mani è in pratica una mera convenzione di comodità commerciale, atta a voler velocizzare gli scambi, ma non è certamente indispensabile.</p>
<p style="text-align:justify;">Ora che la Svizzera è di fatto, non de jure, entrata nell&#8217;Euro, la banca centrale di riferimento è la Banca Centrale Europea (BCE) di Francoforte e non la BNS, la quale ha ben poca autonomia nelle scelte di politica monetaria, proprio a causa dell&#8217;ancoraggio del Franco alla valuta europea, dalla quale la Svizzera dipende totalmente. A causa di questa dipendenza, madre Elvezia vede portarsi via tutti i giorni ingenti risorse liquide, utilizzate nell&#8217;acquisto degli Euro necessari a coprire il differenziale creatosi tra il reale cambio di mercato e quello arbitrariamente deciso da BCE e BNS.</p>
<p style="text-align:justify;">Per diritto di informazione va però detto che il CF e la BNS si sono di fatto trovati nella condizione di operare in questa maniera, a causa delle fortissime pressioni internazionali che sono piovute a Berna dall&#8217;Europa e dagli Stati Uniti: in particolar modo con la questione del segreto bancario, il cui contenuto è stato rinegoziato con degli incontri bilaterali avvenuti con tutta una serie di paesi. Non va però dimenticato che a monte vi sono i problemi causati dalla presenza elvetica nelle liste nere dei paradisi fiscali determinate dall&#8217;OCSE.</p>
<p style="text-align:justify;">Le cause di queste pressioni partono dalla rottura degli accordi di Bretton Woods, sancita nel 1971 con l&#8217;accordo Smithsonian Agreement, che ha segnato la rottura dei rapporti di cambio fisso tra le monete (1973). Il regime di cambi variabili che ne è derivato, ha la necessità di mantenere solide riserve di valuta estera, per sopperire alle oscillazioni di mercato. Questo non vale però gli USA, che sono il produttore diretto della principale moneta di cambio; essi infatti hanno una riserva pari a 143 miliardi di Dollari, contro i 289 della Svizzera, i 472 della Russia, gli 840 di Eurolandia, i 1138 del Giappone e i 3200 della Cina.</p>
<p style="text-align:justify;">Il vantaggio che gli USA traggono da questa situazione, è di non doversi dotare di difese contro la speculazione anti-Dollaro; tuttavia la Federal Reserve (Fed) è riparata da un eventuale pericolo di penuria delle monete con il Central Bank Liquidity Swap (CBLS), che ha il seguente funzionamento: la Fed presta Dollari alle altre banche centrali, le quali prestano a loro volta alla Fed lo stesso quantitativo nella rispettiva moneta, basandosi sul cambio del momento. In una data precedentemente stabilita, le parti si restituiscono il prestito considerando il valore di cambio iniziale, azzerando così i rispettivi prestiti, ma non facendo però un&#8217;operazione a somma zero. Se infatti le banche centrali non USA prestano a loro volta i soldi ricevuti dalla Fed ad altri stati o a società ricevendo un tasso di interesse, dovranno girare gli introiti alla Fed stessa. La cosa non vale però per la banca centrale USA, la quale può quindi prestare questi soldi gratuitamente.</p>
<p style="text-align:justify;">Il gioco non funziona però più a causa dei sempre più seri dubbi circa la tenuta del Dollaro stesso &#8211;  indebolito dall&#8217;esagerata immissione nel mercato finanziario, con l&#8217;intento di foraggiare sia gli istituti bancari illiquidi sia i numerosi fronti bellici aperti.</p>
<p style="text-align:justify;">Così i capitalisti statunitensi e detentori di liquidità in Dollari in tutto il mondo (il 40 % della liquidità americana infatti è, secondo la Federal Reserve, circolante all’estero) sono spinti a cambiare i Dollari con delle valute più stabili. La principale di queste monete rifugio è il Franco, che subisce appunto forti pressioni proprio a causa dello spazio finanziario che porta via al Dollaro, facendo perdere di valore lo stesso e vanificando così lo schema del CBLS.</p>
<p style="text-align:justify;">Morale della favola, la Svizzera è, volente o nolente, entrata nell&#8217;Euro (altro che neutralità, democrazia semi diretta e antieuropeismo di destra) e rischierà di pagare dazio con rischi inflazionistici.</p>
<p style="text-align:justify;">Certamente lo scenario svizzero non è preoccupante quanto quello della vicina Italia che, al momento in cui la Germania dovesse cambiare l&#8217;assetto della moneta unica, si troverà nella zona Euro di serie B, con serie ricadute sulle ingenti riserve auree, guarda caso proprio quando si prospetta un ritorno a un periodo monetario di incertezza, conflitti commerciali e finanziari,  simile a quello precedente l&#8217;accordo di Bretton Woods del 1944. Infatti nel settembre 1931 si vide una svalutazione della Sterlina e la sospensione della convertibilità in oro. Gli Stati fecero di tutto per mantenere in equilibrio la bilancia dei pagamenti, praticando ripetute svalutazioni competitive e imponendo un crescente numero di dazi sugli scambi commerciali. Il fallimento della conferenza di Londra del 1933, convocata per cercare di stabilizzare i cambi tra le principali monete è significativo. Il risultato è un tracollo del commercio internazionale, che continua a manifestarsi anche in occasione della relativa ripresa del secondo quinquennio degli anni ’30. Ancora nel 1937 l’export inglese raggiunge appena i 2/3 di quello del 1929.</p>
<p style="text-align:justify;">La rinascita del Marco sarebbe in pratica la ripetizione degli accordi del Plaza del 1985, con la sola Germania a rivalutare per dare fiato agli Stati Uniti, visto che il Giappone questa volta ha ben altri problemi interni, e soprattutto ha già pagato per quegli accordi una stagnazione ormai ventennale.</p>
<p style="text-align:justify;">Nello scenario di un distacco repentino della sola Germania dall’Euro (magari accompagnata da alcuni paesi, come l’Olanda e la Finlandia), tutti gli altri paesi che mantenessero la moneta unica potrebbero usufruire di una “svalutazione competitiva” piuttosto consistente. Un “neo Marco” sarebbe quindi fatalmente proiettato verso tassi di cambio molto alti, sia nei confronti del Dollaro sia nei confronti dell’Euro, e probabilmente anche nei confronti del Renmimbi, la “moneta del popolo” cinese ancorata al dollaro. (1 renmimbi = 0,115757687 Euro).</p>
<p style="text-align:justify;">Certamente la Germania di oggi &#8211; vero motore del sostanziale equilibrio commerciale dell’area euro, a cui contribuisce con un astronomico saldo positivo di 197,8 miliardi di Dollari &#8211; potrebbe far fronte ad una rapida ascesa dei prezzi delle proprie esportazioni: beni di lusso, automobili, utensili,  meccanica di precisione, tutte cose che richiedono tempo per essere rimpiazzate dalla concorrenza. La recente svolta “pro cinese” dell’economia tedesca ha inoltre impresso una significativa accelerazione dell’esportazioni verso l’economia più in salute del pianeta, e l’inerzia di questa spinta durerà probabilmente a lungo. Dunque, per la Germania una rapida rivalutazione sarebbe percorribile, anche se probabilmente non auspicabile.</p>
<p style="text-align:justify;">Quale sarà invece  la sorte della Svizzera in questo scenario? Seguirà la Germania nella sua corsa verso le stelle o rimarrà ancorata al vecchio Euro?</p>
<p style="text-align:justify;">Nel primo caso, l’attuale politica della banca centrale sarà immediatamente vanifica, a tutto discapito delle nostre esportazioni. Nel secondo caso, potremmo assistere ad una decisa perdita di credibilità presso i detentori di capitali internazionali, con il conseguente deflusso degli stessi verso la più “appetibile” Germania. Certamente, una saggia politica sarebbe quella di mantenersi in una via intermedia tra l’”Euro nord” (il nuovo Marco) e l’”Euro sud” (il vecchio Marco/Euro). Una cosa è certa, l’attuale “ancoraggio” all’Euro non faciliterà le scelte per una politica di necessaria indipendenza monetaria e di equidistanza. Il nostro Paese potrebbe trovarsi così a scegliere tra la ricchezza di pochi banchieri e il progressivo impoverimento dei restanti cittadini, o la fine del ruolo di “rifugio finanziario globale” con tutte le conseguenze del caso. Proprio un bel risultato, cara BNS.</p>
<p style="text-align:justify;">Come diceva Luttwak: in politica, amore e business non ci sono sorprese, ci sono solo sorpresi. Purtroppo la BNS e tutti noi rischiamo di essere tra i sorpresi dell’evoluzione della crisi finanziaria del Dollaro.</p>
<p style="text-align:justify;">di Mattia Tagliaferri</p>
<p style="text-align:justify;">N.B.: si ringrazia Gianfranco Bellini (www.primoottobre.it)  per il contributo dato nella stesura di questo articolo</p>
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		<title>Intervento nella discussione sulle tesi politiche del XXI Congresso Cantonale del Partito Comunista</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 14:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tagliaferrim</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica cantonale]]></category>

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		<description><![CDATA[Discorso tenuto al momento della discussione sulle tesi politiche del XXI Congresso Cantonale del Partito Comunista, svoltosi il 27 novembre 2011 al Palagiovani di Locarno. Care compagne, Cari compagni, nel discorso d&#8217;apertura del Congresso, che ho fatto precedentemente, ho concluso dicendo che è giunto il momento per il Partito, di fare un salto di qualità. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mattiatagliaferri.wordpress.com&amp;blog=7006732&amp;post=262&amp;subd=mattiatagliaferri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/11/congresso_pc1.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-263" title="congresso_pc" src="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/11/congresso_pc1.png?w=106&#038;h=150" alt="" width="106" height="150" /></a>Discorso tenuto al momento della discussione sulle tesi politiche del XXI Congresso Cantonale del Partito Comunista, svoltosi il 27 novembre 2011 al Palagiovani di Locarno.</p>
<p style="text-align:justify;">Care compagne,</p>
<p style="text-align:justify;">Cari compagni,</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-262"></span></p>
<p style="text-align:justify;">nel discorso d&#8217;apertura del Congresso, che ho fatto precedentemente, ho concluso dicendo che è giunto il momento per il Partito, di fare un salto di qualità. Per meglio spiegare questo concetto &#8211; se mi permettete &#8211; faccio una metafora calcistica, che forse potrà sembrare stupida, ma sicuramente mi aiuterà nel rendere più semplice la comprensione di quanto vorrei dire; prima &#8211; quando ancora ci sentivamo &#8220;gli orfani del Muro di Berlino&#8221; &#8211; giocavamo in serie B, se non addirittura in categorie inferiori, dilettantesche; superato con fatica il complesso, abbiamo cominciato a ottenere qualche promozione (che tradotta in termini reali significa l&#8217;aver rimpolpato le fila, l&#8217;aver cominciato a proporre analisi, l&#8217;aver cominciato a lavorare sul territorio, l&#8217;aver creato importanti sinergie con il sindacato studentesco e da ultimo, l&#8217;aver ottenuto qualche buon risultato elettorale ), e oggi siamo una squadra che in serie A lotta sì per la salvezza, ma lo facciamo giocando con l&#8217;U21, in un panorama di avversari con esperienze decennali. Il salto di qualità sta nel cominciare a puntare alla vecchia coppa UEFA, ma per farlo noi giocatori dobbiamo cominciare ad allenarci di più e meglio.</p>
<p style="text-align:justify;">Uscendo dalla metafora, devo dire che sostengo il documento presentato dal compagno Segretario, perché va proprio in questa direzione: un Partito di quadri &#8211; che non sia però elitario &#8211; ma volto alla costruzione di una realtà di massa: questo importante obiettivo lo possiamo però soltanto ottenere, lavorando con impegno e sacrificio alla formazione, naturalmente senza mettere nel dimenticatoio il lavoro politico concreto sul territorio, luogo dove dobbiamo mettere in gioco quanto imparato; altrimenti diventeremmo non un Partito Comunista, ma un semplice salottino filosofico che non si confronta con il mondo in cui viviamo. Proprio in quest&#8217;ottica invito le compagne e i compagni a volersi abbonare &#8211; anche organizzandosi sezionalmente &#8211; a Marx XXI, nuova rivista italiana dell&#8217;omonima associazione, che sta avviando un importante lavoro d&#8217;analisi; invito altresì il Partito a voler maggiormente attivare la già esiste Associazione Culturale Politica e Classe e a rendere il nostro giornale attuale un organo maggiormente formativo, ma questo è tema della risoluzione che ho preparato e sulla quale voteremo più tardi.</p>
<p style="text-align:justify;">Lungi da me nel voler dire che sino a ora di formazione non se ne sia fatta, anzi, quante le conferenze o le letture analitiche che abbiamo organizzato, penso in particolar modo al &#8220;Manifesto&#8221; di Marx ed Engels; credo però che sia giunta l&#8217;ora di fare di più, portando avanti un percorso formativo più strutturato e non occasionale, come ancora avviene oggi. A costo di voler sembrare noioso, credo che dovremmo rispolverare la buona vecchia scuola di partito, o almeno è a quel modello che dobbiamo guardare. La difficoltà che possiamo riscontrare nel fare questo è dettata dal fatto che il Partito è composto da moltissimi giovani e poche persone con più esperienza, ma possiamo essere rassicurati dal fatto che sono nati dei buoni rapporti con compagne e compagni italiani, penso in particolar modo a Milano, Firenze e Bologna, i quali si dicono disponibili ad aiutarci in questo senso.</p>
<p style="text-align:justify;">Sarà impegnativo, sarà barboso, sarà stancante, ma se vogliamo portare avanti le indicazioni di questo Congresso e del suo documento &#8211; che in termini concreti significa lavorare per incidere in maniera sensibile sulla realtà di questo Cantone &#8211; è per noi comunisti doveroso, perché &#8211; come diceva Josè Martì &#8211; &#8220;essere istruiti è il solo modo per essere liberi&#8221;. Per noi, essere dei quadri pronti è il solo modo di stare sul territorio coscienziosamente e in modo utile.</p>
<p style="text-align:justify;">È solo lavorando in questa direzione che potremo in futuro andare a intaccare i gangli vitali del Ticino: oggi ne possiamo solo parlare, o poco più, senza però incidere realmente. La difesa degli ultimi, dei disoccupati, di chi lavora ma comunque fatica ad arrivare alla fine del mese, la ricostruzione della scuola pubblica &#8211; sempre più schiacciata dal pesante fardello dei tagli all&#8217;educazione (e con lo spettro dei finanziamenti alle scuole private sempre in agguato, grazie alla trasversale presenza nella galassia delle organizzazioni politiche da parte di Comunione e Liberazione); ma anche l&#8217;attacco alla partitocrazia, che ha creato uno schifoso sistema clientelare in qualsiasi ambito, e non da ultimo alla Svizzera e al Ticino che lavano più bianco.</p>
<p style="text-align:justify;">Studiamo con impegno, stiamo sul territorio (quindi un giusto e ponderato connubio tra teoria e prassi) e vedremo che un po&#8217; alla volta cominceremo a dettare l&#8217;agenda politica, e a quel punto saranno problemi per l&#8217;oligarchia di questo Cantone.</p>
<p style="text-align:justify;">Grazie.</p>
<p style="text-align:justify;">di Mattia Tagliaferri</p>
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		<title>Discorso d&#8217;apertura del XXI Congresso Cantonale del Partito Comunista</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 10:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tagliaferrim</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica cantonale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il discorso d&#8217;apertura del XXI Congresso Cantonale del Partito Comunista &#8211; svoltosi domenica 27 novembre al Palagiovani di Locarno &#8211; pronunciato dopo la designazione come Presidente dei lavori congressuali. Care compagne, Cari compagni, questo XXI Congresso si apre in un momento di rara eccezionalità, non solo per la Svizzera e per il nostro piccolo Ticino, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mattiatagliaferri.wordpress.com&amp;blog=7006732&amp;post=256&amp;subd=mattiatagliaferri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/11/congresso_pc.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-257" title="congresso_pc" src="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/11/congresso_pc.png?w=106&#038;h=150" alt="" width="106" height="150" /></a>Il discorso d&#8217;apertura del XXI Congresso Cantonale del Partito Comunista &#8211; svoltosi domenica 27 novembre al Palagiovani di Locarno &#8211; pronunciato dopo la designazione come Presidente dei lavori congressuali.</p>
<p style="text-align:justify;">Care compagne,</p>
<p style="text-align:justify;">Cari compagni,</p>
<p><span id="more-256"></span></p>
<p style="text-align:justify;">questo XXI Congresso si apre in un momento di rara eccezionalità, non solo per la Svizzera e per il nostro piccolo Ticino, ma per il mondo intero: la crisi strutturale che dall&#8217;ormai lontano 2007 sta mettendo in discussione lo strapotere occidentale &#8211; e con esso l&#8217;intero sistema capitalista &#8211; apre infatti nuovi scenari e nuovi rapporti di forza economici, sociali e geopolitici, che devono essere oggetto d&#8217;analisi per tutti noi marxisti; il Partito Comunista non può farsi travolgere dagli avvenimenti che stanno portando più che mai a galla le contraddizioni sistemiche, le quali rivelano in maniera fortissima l&#8217;incapacità del capitalismo a risolvere quello che le medesime contraddizioni portano alla luce: si pensi alla crescente disoccupazione, da noi subdolamente mascherata con una criminale riforma della LADI, all&#8217;azzoppante negatività del rapporto tra l&#8217;aumento del costo della vita e quello dei salari, e non da ultimo, lo svuotamento delle casse pubbliche, messe ogni giorno a dura prova dal blocco a 1,20 del cambio franco-euro, voluto dalla Banca Nazionale Svizzera e dell&#8217;Unione Sindacale Svizzera, per non parlare del furto avvenuto con il regalo di 60 miliardi all&#8217;UBS, banca che &#8211; come tutte le altre &#8211; continua scelleratamente a muoversi con la solita pericolosità. Il Partito Comunista deve cavalcare la crisi, mostrandosi superiore, rispetto a qualsiasi altra forza politica, sia nell&#8217;analisi di quanto sta accedendo sia nella proposizione delle soluzioni, volte alla trasformazione sociale dei rapporti di forza oggi esistenti.</p>
<p style="text-align:justify;">La situazione non è per nulla facile, siamo un Partito piccolo, che certo non ha ancora la forza di irrompere in maniera rivoluzionaria nello stato di cose presenti, ma siamo un Partito giovane, in crescita &#8211; lo dimostrano i risultati delle recenti elezioni federali &#8211; che a piccoli ma importanti passi, può muoversi in ottica riformatrice &#8211; e non riformista, facciamo attenzione &#8211; rafforzandoci, acquisendo sempre maggiore credibilità e avendo sempre bene in chiaro quelli che sono i nostri obiettivi strategici: poco a poco dobbiamo diventare una reale alternativa, quel soggetto in grado di rendere più esplicite le contraddizioni naturali del sistema capitalista, e infine di essere riconosciuti come gli unici in grado di stabilizzare una realtà che &#8211; con questa crisi &#8211; non potrà che diventare sempre più precaria, portando una via d&#8217;uscita da sinistra a questa empasse strutturale.</p>
<p style="text-align:justify;">Rispetto al recente passato abbiamo un grande vantaggio: quello d&#8217;aver superato, evidentemente non senza perdite tra le nostre fila, quel periodo che per noi comunisti è stato caratterizzato dalla sindrome degli &#8220;orfani del Muro di Berlino&#8221;. Sono infatti passati 20 anni da quel biennio, che tra il 1989 e il 1991, ha visto la caduta del Muro e il crollo dell&#8217;Unione Sovietica; da allora si diceva che il sistema capitalista avrebbe per sempre trionfato, che il sistema capitalista avrebbe portato &#8211; da quel momento sino alla fine della storia dell&#8217;umanità &#8211; alla crescita infinita, al benessere e alla pace; si diceva anche che quei pochi comunisti rimasti non erano che dei semplici idealisti, gente fuori dal mondo, persone nostalgiche che vivevano in un altro secolo. Ma gli scenari che si stanno aprendo con questa crisi stanno dimostrando che forse la classe dirigente della nostra società si era sbagliata: incredibilmente si sono sbagliati in modo del tutto analogo a quanto fatto con loro &#8211; la borghesia &#8211; dell&#8217;aristocrazia, nel momento della restaurazione dell&#8217;epoca post napoleonica. A proposito voglio leggervi alcune righe &#8211; pochissime, non preoccupatevi &#8211; prese dall&#8217;opera &#8220;Ricostruire il Partito Comunista&#8221; dei compagni del Partito dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto, Vladimiro Giacchè e Fausto Sorini.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Quelle idee &#8211; libertà, eguaglianza, fraternità &#8211; hanno rappresentato un mero incidente delle storia, una parentesi, un momento di follia. Tutto è tornato come prima e tutto rimarrà per sempre come era prima, immutabile nei secoli </em>- e qui sembra si stia parlando dei comunisti e degli ultimi 20 anni che abbiamo vissuto, ma invece&#8230; &#8211; <em>perché nel 1815 </em>- nel 1815 &#8211; <em>quello è l&#8217;ordine delle cose presenti, ma anche di quelle future. E loro, i liberali? Pochi, pochissimi, dispersi, rovinosamente sconfitti, molti in esilio: gli altri alla macchia, in clandestinità o nelle galere. sconfitti, esigua minoranza, singoli velleitari sognatori, intellettuali o militari che nelle file napoleoniche avevano assorbito quelle idee sovversive. Per decenni, tentativi insurrezionali isolati e &#8211; appunto &#8211; del tutto velleitari si susseguono in Europa, come punture di spillo soffocate senza alcuna fatica dalla Restaurazione trionfante. Tentativi illusori, spesso sconfitti dalla reazione di quel popolo che avrebbero voluto liberare da catene millenarie: contadini che scambiano i rivoluzionari per briganti. È storia ben nota. Eppure. Eppure quelle poche sparute sconfitte avanguardie &#8211; per il solo fatto di esistere e resistere &#8211; svolgono un compito storicamente immane, decisivo: tengono in vita un&#8217;idea di trasformazione, la speranza di un riscatto, di un sovvertimento dello stato di cose presenti. Come la storia ottocentesca da lì a poco si sarebbe presa la briga di dimostrare, niente poteva essere immutabile: nessun motore immobile avrebbe più dominato il mondo. La borghesia trionferà nel giro dei successivi trent&#8217;anni, sovvertirà, a modo suo, il mondo, diventerà classe dirigente e scoprirà a sua volta una nuova classe subalterna.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Oggi vediamo ad Oriente un paese come la Cina, che non è niente popò di meno che la seconda potenza mondiale, guidata da un Partito Comunista immenso, sia per quel che concerne il numero di iscritti, sia per quanto riguarda la preparazione dei loro quadri; in Africa abbiamo delle realtà che si stanno rafforzando sempre più, si pensi al Sud Africa, alle rivolte scatenatesi in Egitto e in Tunisia (sulle quali va tenuto un occhio particolare, per capire quale sarà lo sviluppo futuro), o semplicemente al brutale attacco che l&#8217;Occidente imperialista ha sferrato alla Libia: certo c&#8217;è la questione del petrolio, ma dietro a ciò c&#8217;è la debolezza di un sistema ormai alla frutta, costretto a utilizzare il proprio esercito in sostituzione della diplomazia; in America Latina è presente una realtà rivoluzionaria sempre più consistente, dal Brasile al Nicaragua, dalla Bolivia all&#8217;Argentina, dall&#8217;Ecuador al Venezuela, promotore di un grande progetto come l&#8217;ALBA, fino ad arrivare alla piccola ma grande Cuba, la cui resistenza ha permesso all&#8217;intero continente sudamericano di acquisire un&#8217;importante coscienza di classe; anche in Europa &#8211; bastione del sistema capitalista &#8211; qualcosa si sta muovendo, mi verrebbe da dire che uno spettro si sta aggirando, pur avendo bene in chiaro che nel Vecchio Continente il risultato di questa crisi potrebbe essere gravemente reazionario e autoritario, non dimenticando però che vi sono realtà importanti, come quelle costruite dai compagni, belgi, portoghesi e greci.</p>
<p style="text-align:justify;">Infine ci siamo noi, in Ticino, una realtà piccola ma consapevole delle nostre forze e dei nostri limiti, che tra le molteplici difficoltà credo &#8211; forse molto poco modestamente &#8211; che stiamo riuscendo a fare qualcosa di importante. Pensiamo ad esempio al ruolo di primo piano che abbiamo tra i giovani: la Gioventù Comunista è una realtà politica e aggregativa che a sinistra non esiste nel resto del Cantone, sia da un punto di vista quantitativo, sia da un punto di vista qualitativo. Evidentemente questo non può che far ben sperare per il futuro.</p>
<p style="text-align:justify;">Il lavoro per noi è però ancora moltissimo e soprattutto è difficile. E&#8217; necessario impegno e autodisciplina da parte di ciascun militante senza aspettare la &#8220;pappa pronta&#8221; da chi ha incarichi dirigenziali. La strada che abbiamo però intrapreso a partire dal Congresso di Osogna del 2006, che abbiamo ribadito al Congresso di Locarno del 2007 e che abbiamo rafforzato con il nostro ultimo Congresso di Bellinzona del giugno 2009 è senza dubbio quella giusta, un giusto equilibrio fra l&#8217;identità comunista e una linea di massa adeguata al contesto nel quale ci muoviamo; ci sono stati degli sbandamenti &#8211; è inevitabile &#8211; ma abbiamo anche ottenuto dei risultati che &#8211; tornando con la mente a 5 anni fa &#8211; erano quasi insperati. Credo infine &#8211; e qui concludo &#8211; che questo XXI Congresso possa essere, all&#8217;insegna della continuità di quanto fatto in questi anni, una svolta decisiva nell&#8217;ottica di far fare al Partito un salto di qualità importante sotto tutti i punti di vista.</p>
<p style="text-align:justify;">Buon Congresso a tutti.</p>
<p style="text-align:justify;">di Mattia Tagliaferri</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mattiatagliaferri.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mattiatagliaferri.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mattiatagliaferri.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mattiatagliaferri.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mattiatagliaferri.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mattiatagliaferri.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mattiatagliaferri.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mattiatagliaferri.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mattiatagliaferri.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mattiatagliaferri.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mattiatagliaferri.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mattiatagliaferri.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mattiatagliaferri.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mattiatagliaferri.wordpress.com/256/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mattiatagliaferri.wordpress.com&amp;blog=7006732&amp;post=256&amp;subd=mattiatagliaferri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Una vera e propria repubblica delle banane</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 16:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tagliaferrim</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica cantonale]]></category>
		<category><![CDATA[politica nazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista del portale di informazione online Ticino Libero, nella quale si parla dei buoni risultati ottenuti dal Partito Comunista alle elezioni dell&#8217;ottobre 2011, ma soprattutto della possibilità di possibili brogli nel Cantone e in particolar modo nella città di Lugano. Mattia Tagliaferri, soddisfatti dei risultati elettorali di settimana scorsa? Direi che il risultato è stato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mattiatagliaferri.wordpress.com&amp;blog=7006732&amp;post=253&amp;subd=mattiatagliaferri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/11/banana_republic_dalla_de_gregori.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-254" title="Banana_Republic_Dalla_De_Gregori" src="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/11/banana_republic_dalla_de_gregori.jpg?w=116&#038;h=150" alt="" width="116" height="150" /></a>Intervista del portale di informazione online Ticino Libero, nella quale si parla dei buoni risultati ottenuti dal Partito Comunista alle elezioni dell&#8217;ottobre 2011, ma soprattutto della possibilità di possibili brogli nel Cantone e in particolar modo nella città di Lugano.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Mattia Tagliaferri, soddisfatti dei risultati elettorali di settimana scorsa?</strong><br />
Direi che il risultato è stato buono. Abbiamo fatto circa 250 schede in più rispetto a quattro anni fa, e per un partito anagraficamente molto giovane come il nostro secondo me è un grande risultato, che ci fa ben sperare per il futuro.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span id="more-253"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Voi avete emanato un comunicato stampa in cui sostenete l’esistenza di <a title="“Brogli a Lugano”, l’insinuazione del Partito comunista" href="http://www.ticinolibero.ch/?p=83110">brogli elettorali a Lugano</a>. Avete delle prove o era solo una boutade?</strong><br />
Non abbiamo affermato che ci sono stati dei brogli elettorali. Noi abbiamo detto che viste le modalità con le quali i risultati sono usciti, è legittimo avere dei dubbi. Le dinamiche con cui sono stati pubblicati i risultati sono strani, i risultati sono cambiati, Fulvio Pelli ha vinto per pochissimi voti, ma anche quanto successo con Gianella nella questione Romano-Duca Widmer, … tutto molto strano! Noi abbiamo dei legittimi dubbi, non abbiamo fatto accuse sparando a zero, e visto che questi dubbi sono piuttosto importanti, abbiamo ritenuto che secondo noi i voti andassero ricontati. Poi tutte le polemiche che hanno seguito il nostro comunicato stampa mi sembra che in sostanza diano peso a quanto da noi detto.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Uno degli episodi controversi, come più volte affermato anche da Alain Melchionda, giornalista di Contesto, è quello di Biasca, dove al sabato c’erano più schede che votanti. Ma poi anche l’assenza dei timbri alle schede, l’acquisto di 10 mila schede da parte dei partiti. Insomma, tutto regolare? E il suo partito ha comprato schede?</strong><br />
No, noi non ne abbiamo comprate! Il galoppinaggio lo lasciamo fare agli altri. Tutto regolare direi proprio di no, ed alcuni dei motivi li ha elencati lei. Non bisognava timbrare le schede: questo non porta necessariamente a dei brogli, ma facilita che ci siano. Aggiungiamo poi che il conteggio è avvenuto a livello comunale, e conseguentemente il controllo è ancora minore; i partiti hanno acquistato un sacco di schede, originali e non facsimili (come avviene per le elezioni cantonali), cosa che può far sorgere dei dubbi in più; il fatto che a Biasca al sabato c’erano se non erro 53 schede nell’urna con 50 votanti; e infine la storia del sorteggio per decidere il secondo seggio pipidino, che tra l’altro ha anche ridicolizzato il nostro sistema democratico con questo gioco del lotto per chi va a fare il consigliere nazionale (già che c’eravamo avremmo potuto organizzarci una bella scommessa prima, così magari ci saremmo almeno divertiti…); la questione di Fulvio Pelli, entrato a bruciapelo; … . Sono tutte cose che possono far pensare che non tutto sia andato regolarmente. Credo che in questo senso i dubbi siano legittimi, e sono in molti ad averli. Non solo noi. La cosa drammatica è che ci siamo dimostrati una vera e propria repubblica delle banane!</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Lei ha citato anche il famigerato pareggio in casa PPD. Domenica si è detto che il sorteggio si sarebbe fatto nei giorni seguenti, quando in realtà era già stato fatto. Il cancelliere, Giampiero Gianella, ci ha raccontato una bugia, questa l’accusa che viene da più parti, e tra l’altro non se ne capisce la ragione. Quale il suo giudizio? Gianella può rimanere al suo posto?</strong><br />
Dopo quello che è successo, per conto mio Gianella sarebbe forse il caso che vada a lavorare da un’altra parte. Dovrebbe andarsene, perché quello che è successo è molto grave. Non è però questo il punto centrale, ci sono tutti gli elementi che ho citato prima che fanno pensare a dei “movimenti strani”, se così posso definirli.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Passiamo ai risultati del suo partito, che ha presentato una lista profilata sui giovani. Lei ha ottenuto un lusinghiero quarto posto, distaccando quello che possiamo definire il leader dei vostri giovani, il coordinatore della sezione giovanile, arrivato soltanto sesto. Qual è stato il suo segreto che le ha permesso di battere Aris Della Fontana?</strong><br />
Non c’è nessun segreto e non eravamo in gara. Tutti abbiamo contribuito con le forze che potevamo mettere a disposizione in campagna elettorale alla buona riuscita del partito. I comunisti non giocano a chi ha preso più voti personali, ma lavoriamo per un progetto politico comune.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Prossimo appuntamento il ballottaggio per il Consiglio degli Stati. Scontato il vostro appoggio a Franco Cavalli, come al primo turno. Oltre a lui sosterrete anche qualcun altro?</strong><br />
Sosterremo Cavalli.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Oltre a lui?</strong><br />
Oltre a Cavalli, sosterremo Cavalli. Voto secco su Cavalli, è l’unica persona che è profilata a sinistra con il quale abbiamo delle affinità politiche importanti. Ci muoveremo come al primo turno, quindi andiamo avanti a sostenere solo Franco Cavalli.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.ticinolibero.ch/?p=83669">http://www.ticinolibero.ch/?p=83669</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mattiatagliaferri.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mattiatagliaferri.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mattiatagliaferri.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mattiatagliaferri.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mattiatagliaferri.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mattiatagliaferri.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mattiatagliaferri.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mattiatagliaferri.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mattiatagliaferri.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mattiatagliaferri.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mattiatagliaferri.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mattiatagliaferri.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mattiatagliaferri.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mattiatagliaferri.wordpress.com/253/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mattiatagliaferri.wordpress.com&amp;blog=7006732&amp;post=253&amp;subd=mattiatagliaferri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Famiglie in fallimento</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 08:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tagliaferrim</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica nazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Le elezioni federali del prossimo 23 ottobre portano sul tavolo della discussione politica molte tematiche, tra cui quella del salario minimo legale, di cui il Partito Comunista &#8211; con la proposta dei 4000 franchi mensili &#8211; già si era fatto portatore lo scorso aprile nel periodo di campagna delle elezioni cantonali. La realtà che tragicamente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mattiatagliaferri.wordpress.com&amp;blog=7006732&amp;post=242&amp;subd=mattiatagliaferri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">
<a href="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/10/d_oh.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-243" title="D_oh" src="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/10/d_oh.jpg?w=110&#038;h=150" alt="" width="110" height="150" /></a>Le elezioni federali del prossimo 23 ottobre portano sul tavolo della discussione politica molte tematiche, tra cui quella del <strong>salario minimo</strong> legale, di cui il Partito Comunista &#8211; con la proposta dei <strong>4000 franchi mensili</strong> &#8211; già si era fatto portatore lo scorso aprile nel periodo di campagna delle elezioni cantonali.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span id="more-242"></span>La realtà che tragicamente stiamo vivendo oggi in Svizzera, è quella di un sempre più forte assottigliamento della classe media che, da una decina d&#8217;anni a questa parte, ha cominciato drasticamente a ridursi a causa di uno sproporzionato <strong>aumento del costo della vita</strong> &#8211; al quale va aggiunto uno <strong>smantellamento della sicurezza sociale</strong>, elemento caratterizzante del nostro Paese per molto tempo (si pensi ai sempre più cari premi base delle casse malati, ai drastici tagli che hanno toccato l&#8217;AI, l&#8217;AVS e la disoccupazione), rispetto ai salari, causando la situazione che oggi purtroppo tutti conosciamo: in poche parole sempre più famiglie che faticano a <strong>sbarcare il lunario</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">A questo dobbiamo aggiungere una cattiva gestione degli <strong>accordi bilaterali</strong> e della libera circolazione delle persone, tutte cose idealmente molto belle, ma che oggi &#8211; essendo stipulati non tanto per il bene della popolazione, quanto per gli <strong>interessi del padronato</strong>, <strong>delle banche</strong> e dei soliti poteri forti &#8211; risultano essere perlopiù privi di controlli (pensiamo alla quasi totale assenza di ispettori del lavoro), e pertanto portatori di un <strong>dumping salariale</strong> che crea inevitabilmente una pressione al ribasso degli stipendi: e qui torniamo al problema del riuscire ad arrivare alla fine del mese senza l&#8217;acqua alla gola.</p>
<p style="text-align:justify;">La proposta di un <strong>salario minimo legale di 4000 franchi mensili</strong> non farebbe altro che <strong>annullare la problematica del dumping salariale</strong> tra i lavoratori indigeni e quelli frontalieri, oltre ovviamente a permettere alla popolazione di vivere dignitosamente &#8211; senza dover fare i salti mortali per poter pagare l&#8217;affitto di casa piuttosto che gli studi ai propri figli &#8211; dando ai nostri giovani una <strong>prospettiva di sicurezza</strong> che comprenda anche la possibilità di mettere su famiglia, senza dover quindi essere costretti a vivere con i propri genitori fino a 40 anni.</p>
<p style="text-align:justify;">Ovviamente la destra taccia questa proposta come ideologica (questa è la risposta che solitamente viene usata quando non ci sono molti argomenti per ribattere), quando invece le motivazioni espresse precedentemente dimostrano come il salario minimo di 4000 franchi sia in realtà una <strong>proposta concreta</strong>. Ideologico è invece continuare a voler perseverare con questo sistema di abbassamento delle reali capacità finanziare della popolazione che &#8211; vedendosi diminuire il potere d&#8217;acquisto in questo gioco di scollamento tra i valori del costo della vita e degli stipendi &#8211; non riuscirà a risollevare la domanda di un&#8217;economia certamente meno in crisi di quella di altri stati europei (dalla Spagna alla vicina Italia), ma che comunque non vive più un periodo di vacche grasse.</p>
<p style="text-align:justify;">Tra gli oppositori non vi è però solamente l&#8217;attacco di demagogia, ma anche quello dell&#8217;inattuabilità della stessa, a causa di un presunto fuggi fuggi che si generalizzerebbe tra quelle aziende che &#8211; a causa di un salario minimo &#8211; ancora non si troverebbero nella condizione di dover chiudere. Innanzitutto va detto che <strong>le imprese non in grado di pagare i propri dipendenti 4000 franchi</strong> (non si sta mica parlando dei bonus milionari dei super manager delle banche salvate con i soldi dei contribuenti, per i quali i soldi si trovano sempre), probabilmente <strong>non sono adatte al tessuto sociale ed economico svizzero</strong>; questi possono quindi tranquillamente liberare il posto a chi invece può versare dei salari che permettano una vita dignitosa nel nostro Paese, non perdendo così alcun posto di lavoro. Inoltre va ricordato come il mantenimento dello status quo a livello salariale, non può che portare al <strong>fallimento delle famiglie</strong>, importante attore sociale di riferimento un po&#8217; per tutti, dalla destra più estrema dell&#8217;UDC ai democristiani del PPD: o almeno è questo che vogliono farci credere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Mattia Tagliaferri, candidato al Consiglio Nazionale per il Partito Comunista</p>
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		<title>GERMANIA CONTRO L&#8217;EURO</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 08:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tagliaferrim</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/10/failing-euro.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-238" title="failing-euro" src="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/10/failing-euro.jpeg?w=150&#038;h=97" alt="" width="150" height="97" /></a>La crisi finanziaria ed economica che sta travolgendo tutto il mondo occidentale dal non più così vicino 2008, si è ora trasformato in una <strong>crisi del debito</strong>, a causa dei grandissimi investimenti statali fatti dai vari paesi per salvare le proprie banche dal fallimento: miliardi e miliardi tra franchi, euro, sterline e dollari che la comunità ha di fatto regalato al mondo finanziario, senza nemmeno avere la lungimiranza di pretendere in cambio anche solamente dei paletti alla speculazione. Evidentemente le lobby bancarie presenti in governi e parlamenti sono troppo forti.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-235"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Indubbiamente quei paesi che già precedentemente avevano un elevato debito pubblico in rapporto al proprio Prodotto Interno Lordo (PIL) e una struttura economica fragile &#8211; pensiamo al Portogallo, all&#8217;Irlanda, all&#8217;Italia, alla Grecia e alla Spagna (i cosiddetti PIIGS) &#8211; si trovano ora con maggiori problemi rispetto agli altri. La forte crisi di questi stati, sommata alla speculazione che il mondo finanziario, soprattutto quello statunitense, sta attuando contri di essi, ha creato una grande <strong>instabilità per l&#8217;Euro</strong>, che si è ritrovato ai <strong>minimi storici </strong>sia nei confronti del dollaro americano sia nei confronti del franco svizzero: chissà a quale rapporto di valute saremmo ora se la Banca Nazionale Svizzera (BNS), non avesse varato la misura del <strong>blocco a 1,20</strong>, a causa della quale stiamo <strong>bruciando miliardi</strong>: e questo non va dimenticato, perché non è che tale misura sia tutte rose e fiori, come cercando di farci credere gli esperti economisti della BNS e gli infausti analisti dell&#8217;Unione Sindacale Svizzera (USS), che vorrebbero il blocco addirittura all&#8217;1,40.</p>
<p style="text-align:justify;">Il vero nodo della questione sull&#8217;Euro &#8211; e conseguentemente anche sul futuro dell&#8217;Unione Europea (UE) &#8211; che vede nella moneta unica il solo suo vero collate, passa però dalla Germania, il motore del Vecchio Continente, la cui politica economica e internazionale è in questo momento la principale discriminante sulla tenuta futura della moneta unica.</p>
<p style="text-align:justify;">Tanto per cominciare il cancelliere <strong>Angela Merkel</strong> è la principale artefice della manovra europea che ha dato vita all&#8217;ormai famosissimo <strong>fondo salva-stati</strong>, il quale può apparire &#8211; con una prima e superficiale analisi &#8211; un elemento di solidarietà che permette agli stati in piena crisi di avere accesso ad una liquidità che non potrebbero più reperire sul mercato finanziario, a causa della bassa efficienza marginale dei capitali che poi reinvestirebbero nell&#8217;economia reale o che perlomeno utilizzerebbero per coprire i propri debiti (in sostanza si parla di un problema legato alla fiducia dei mercati); una più attenta analisi può però far emergere tre diversi elementi che permettono una chiave di lettura completamente diversa su quanto sta accadendo.</p>
<p style="text-align:justify;">Va innanzitutto detto che i <strong>soldi investiti dai tedeschi</strong> nel fondo salva-stati, volto in primis a salvare la Grecia, non sono assolutamente privi di un <strong>secondo fine</strong>: le banche tedesche sono infatti molto scoperte dalle speculazioni fatte in Grecia, le quali mettono di riflesso a rischio la liquidità delle stesse; questo vuol dire che una parte del denaro girato agli ellenici per il loro salvataggio, <strong>torna in Germania nelle casse delle banche</strong> (con i francesi succede quasi la stessa cosa, anche se in tono minore: non a caso Nicolas Sarkozy è stato uno degli altri artefici della creazione del fondo salva-stati); mettendo così in atto un <strong>secondo salvataggio pubblico della finanza privata tedesca</strong> che &#8211; a differenza di quello precedente &#8211; non viene fatto alla luce del sole ma camuffandosi da filantropico aiuto: il governo tedesco sa bene che un ulteriore salvataggio, percepito come tale dall&#8217;opinione pubblica, non sarebbe stato molto ben accetto e conseguentemente il rischio di una non rielezione di Merkel alle prossime elezioni potrebbe diventare un vero e proprio spauracchio.</p>
<p style="text-align:justify;">Il secondo particolare aspetto dell&#8217;operazione fondo salva-stati è quello di una perversa struttura &#8211; e conseguentemente funzionamento &#8211; volto a un indiretto sfaldamento degli attuali paradigmi della moneta unica. Il <strong>fondo salva-stati viene infatti finanziato dagli stati dell&#8217;eurozona</strong>, seguendo quelle che sono le percentuali partecipative dei singoli paesi alla Banca Centrale Europea (BCE); in termini concreti vuol dire che il prestito ricevuto dai greci &#8211; e sottolineamo il fatto che sia un prestito, per cui con dei <strong>tassi di interesse</strong> che si aggirano al 4% &#8211; è formato anche dai versamenti di paesi come la Spagna, i quali vivono a loro volta con dei problemi di liquidità: questo vuol dire che <strong>Madrid può reperire i fondi da girare ad Atene solamente sul mercato finanziario</strong>, dove i tassi di interesse si attestano oggi attorno al 6%, per cui meno vantaggiosi rispetto a quanto viene imposto da Bruxelles con il fondo salva-stati.</p>
<p style="text-align:justify;">Evidentemente un paese in crisi come <strong>la Grecia non riuscirà a restituire ai loro creditori il debito creatosi</strong>, se non gli interessi maturati che &#8211; come visto &#8211; sono inferiori rispetto a quelli del mercato finanziario; la Spagna non può così che registrare una grave perdita da questa operazione, non potendo a lungo andare che richiedere lei stessa un salvataggio al fondo salva-stati. A questo salvataggio dovranno però partecipare anche gli altri paesi in crisi, rimettendo in gioco il perverso sistema appena descritto, il quale si trasforma in un <strong>circolo vizioso</strong> assolutamente azzoppante per quell&#8217;Europa con più difficoltà (per non parlare delle misure d&#8217;austerità imposte agli anelli deboli).</p>
<p style="text-align:justify;">Sul lungo periodo, ma nemmeno troppo, un paese come quello greco non potrà che <strong>costringersi all&#8217;uscita da questo fondo e dai suoi meccanismi distruttivi</strong>, oppure chiedere di stravolgerne la struttura per così pagare meno. Ad una situazione del genere la locomotiva tedesca non può che essere già pronta, avendo lei stessa scatenato la creazione delle condizioni precedentemente descritte, per cui non avranno problemi ad avanzare grosse lamentele &#8211; che già oggi cominciano a trasparire &#8211; legate al fatto che si stanno accollando buona parte dei debiti dei paesi continentali più instabili: cosa evidentemente &#8211; per la questione dell&#8217;esposizione delle banche tedesche in molti di questi paesi, descritta nelle prime righe &#8211; vera soltanto fino a un certo punto.</p>
<p style="text-align:justify;">Di palese c&#8217;è però il fatto che il discorso, tutto sommato populista, del <strong>&#8220;stiamo pagando per tutti&#8221;</strong>, porterà l&#8217;opinione pubblica germanica &#8211; al contrario di quanto accadrebbe oggi &#8211; a sostenere la proposta di <strong>escludere dall&#8217;Euro un paese come la Grecia</strong>. L&#8217;effetto domino di un simile scenario è assicurato, per cui anche gli altri PIIGS (e forse altri ancora) non si sentiranno più in dovere di contribuire al fondo salva-stati &#8211; di cui oggi si vuole, soprattutto dai tedeschi, un potenziamento che accelererebbe le dinamiche qui denunciate &#8211; e la Germania non si sentirà in colpa per tentare di escluderli: o per meglio dire, il Governo non avrebbe più ripercussioni elettorali se applicasse misure così radicali.</p>
<p style="text-align:justify;">Il <strong>fallimento dell&#8217;eurozona</strong> &#8211; almeno nella forma in cui la conosciamo oggi &#8211; non è quindi così lontana, e con essa tutta l&#8217;UE, che si sta dimostrando un progetto assolutamente fallimentare.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">di Mattia Tagliaferri</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mattiatagliaferri.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mattiatagliaferri.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mattiatagliaferri.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mattiatagliaferri.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mattiatagliaferri.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mattiatagliaferri.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mattiatagliaferri.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mattiatagliaferri.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mattiatagliaferri.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mattiatagliaferri.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mattiatagliaferri.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mattiatagliaferri.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mattiatagliaferri.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mattiatagliaferri.wordpress.com/235/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mattiatagliaferri.wordpress.com&amp;blog=7006732&amp;post=235&amp;subd=mattiatagliaferri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Messo a nudo da Ticinonline</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 21:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tagliaferrim</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica cantonale]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/02/mattia-tagliaferri1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-222" title="Mattia-Tagliaferri1" src="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/02/mattia-tagliaferri1.jpg?w=630" alt=""   /></a>La campagna elettorale in vista delle Elezioni Cantonali di aprile 2011 &#8211; per il rinnovo del Gran Consiglio e del Consiglio di Stato del Canton Ticino &#8211; è ormai entrata nel vivo. Ticinonline, il portale d’informazione ticinese più seguito, ha posto una serie di domande ha tutti i candidati al Gran Consiglio: ecco quindi che vengo messo a nudo da Tio come candidato al Parlamento sulla lista MpS &#8211; Partito Comunista.</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-221"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Sono nato nel 1990 e ho terminato gli studi liceali nel 2010, ai quali sta seguendo un anno in cui svolgo alcuni lavori sotto il cappello del Servizio Civile. Da qualche anno milito nella Gioventù Comunista e nel Partito Comunista, dal 2007 sono coordinatore del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) e nel 2008 sono stato eletto in Consiglio Comunale a Losone.</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p><strong>Come è nata la passione per la politica?<br />
</strong>In buona parte della mia famiglia c&#8217;è sempre stata una certa attenzione alle problematiche sociali tipiche della sinistra, e questo mi ha fatto aprire gli occhi sui numerosi problemi esistenti anche nel nostro Cantone: crescendo ho deciso che avrei lottato per eliminare le ingiustizie.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quali sono i temi che le stanno più a cuore?<br />
</strong>La scuola, che oggi è purtroppo considerata un costo e non un investimento; i sempre minori spazi e opportunità per i giovani; le casse malati con i loro premi sempre più insostenibili; l&#8217;ambiente sempre più rovinato dal nostro modo di vivere.</p>
<p><strong>Quali sono i problemi più urgenti da risolvere in Ticino?<br />
</strong>La scuola Ticinese è dilaniata dai tagli e le famiglie sono di conseguenza sempre più costrette ad aumentare le spese per mense, libri, tutto il materiale necessario, gli spostamenti casa-scuola, lezioni di recupero, ecc.; in questa campagna elettorale tutti si stanno concentrando sui problemi degli anziani &#8211; che non vanno certo sottovalutati &#8211; ma nessuno parla dei problemi dei giovani: disoccupazione in continuo aumento, apprendisti pagati una miseria, sempre meno spazi di aggregazione, ecc.; troppe persone faticano sempre più a sbarcare il lunario: difficoltà nel trovare un lavoro fisso, quando c&#8217;è un impiego spesso si percepisce un salario insufficiente, i premi delle casse malati aumentano a vista d&#8217;occhio, ecc.; i livelli di inquinamento sono sempre più alti, i mezzi di trasporto pubblici diventano sempre meno attrattivi a causa del continuo aumento dei costi, ecc.</p>
<p><strong>Quale il Ticino del futuro che sogna<br />
</strong>Sogno un Ticino che investa nella scuola: oggi siamo all&#8217;ottavo posto nella classifica intercantonale degli investimenti considerati a livello generale, ma per quel che concerne la scuola ci ritroviamo in penultima posizione (chiediamoci perché non vengono nemmeno più garantite le ore di recupero gratuite al liceo).<br />
Sogno un Ticino che crei posti di lavoro per i giovani, i quali oggi vengono lasciati a casa dopo l&#8217;apprendistato, e luoghi d&#8217;aggregazione: oggi si chiudono il Pasinetti e molti altri locali per spingerci verso i prezzi esagerati del Vanilla e affini.<br />
Sogno un Ticino con un salario minimo di 4000 franchi e una cassa malati in base al reddito.<br />
Sogno un Ticino con i mezzi di trasporto pubblici gratuiti per studenti, apprendisti e pensionati.</p>
<p><strong>Perché dovremmo votarla?<br />
</strong>A differenza di gran parte della classe politica attuale non faccio politica per interessi personali; sono estraneo agli intrallazzi fatti sotto banco e mi batto contro questo modo di lavorare; sto dalla parte degli ultimi; quel che propongo in campagna elettorale sono argomenti per cui mi batto da sempre, quindi non semplici promesse fatte per accalappiare voti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>pubblicato su: www.ticinonline.ch</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mattiatagliaferri.wordpress.com/221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mattiatagliaferri.wordpress.com/221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mattiatagliaferri.wordpress.com/221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mattiatagliaferri.wordpress.com/221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mattiatagliaferri.wordpress.com/221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mattiatagliaferri.wordpress.com/221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mattiatagliaferri.wordpress.com/221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mattiatagliaferri.wordpress.com/221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mattiatagliaferri.wordpress.com/221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mattiatagliaferri.wordpress.com/221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mattiatagliaferri.wordpress.com/221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mattiatagliaferri.wordpress.com/221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mattiatagliaferri.wordpress.com/221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mattiatagliaferri.wordpress.com/221/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mattiatagliaferri.wordpress.com&amp;blog=7006732&amp;post=221&amp;subd=mattiatagliaferri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ghiringhelli: salvatore del Patriziato di Losone</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 20:56:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tagliaferrim</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica comunale]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l’annuncio delle dimissioni di tre dei quattro consiglieri comunali de Il Guastafeste – tra cui anche il coordinatore del movimento Giorgio Ghiringhelli – è giunta la certezza di quanto era già stato ufficiosamente preannunciato da alcune voci di corridoio: i tre seggi vacanti di “Ghiro &#38; Co.” vengono regalati all’UDC della famiglia Pinoja, il quale diventa così [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mattiatagliaferri.wordpress.com&amp;blog=7006732&amp;post=214&amp;subd=mattiatagliaferri&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/02/ghiro.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-215" title="ghiro" src="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/02/ghiro.jpg?w=150&#038;h=109" alt="" width="150" height="109" /></a>Dopo l’annuncio delle <strong>dimissioni</strong> di tre dei quattro consiglieri comunali de Il Guastafeste – tra cui anche il coordinatore del movimento <strong>Giorgio Ghiringhelli</strong> – è giunta la certezza di quanto era già stato ufficiosamente preannunciato da alcune voci di corridoio: i tre seggi vacanti di “Ghiro &amp; Co.” vengono regalati all’UDC della <strong>famiglia Pinoja</strong>, il quale diventa così il partito di maggioranza relativa.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-214"></span>Nella sua pubblica presa di posizione, Ghiringhelli giustifica il singolare fatto – più unico che raro – dicendo che l’UDC offre migliori garanzie per il risanamento delle finanze comunali e per il contenimento dei costi del personale: non serve avere una fervida immaginazione per capire che prima della fine della legislatura (aprile 2012), il gruppo UDC proporrà <strong>nuovi tagli</strong> ai danni della socialità losonese, nonostante i cittadini del Comune abbiano già mostrato la volontà di mantenere determinati aiuti (come la 13esima AVS) seguendo la Lista della Sinistra nei due referendum, lanciato lo scorso anno, e molto probabilmente si tenterà nuovamente di<strong>ridurre i membri della squadra comunale</strong> oltre che sopprimere il posto di lavoro dell’attuale<strong>bibliotecaria</strong> delle scuole elementari, la quale sembra stare molto antipatica alla destra di Losone. Ghiringhelli ricorda infine come lui sia vicino alle posizioni razziste e xenofobe dell’UDC svizzero e ticinese, come se questo fosse un argomento importante per le decisioni che vanno prese all’interno del Consiglio Comunale.</p>
<p style="text-align:justify;">Quello che Giorgio Ghiringhelli dimentica di dire, è che da un lato ha <strong>tradito la volontà dell’elettorato</strong> (chi ha scelto di votare Guastafeste non ha infatti scelto l’UDC), dall’altro, nei suoi 14 anni di attività all’interno del legislativo losonese, si è sempre battuto – e questo gli va pienamente riconosciuto anche da chi, come me, è posizionato politicamente tutto da un’altra parte – contro il “<strong>magna magna</strong>” che vede coinvolto il <strong>Patriziato di Losone</strong> (oltretutto il nome Guastafeste deriva anche da questo), il quale ha il controllo su buona parte del <strong>Municipio</strong> e sui due principali gruppi in Consiglio Comunale, ovvero il <strong>PPD</strong> e l’<strong>UDC</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo numerose lotte contro i regali che Losone ha fatto al Patriziato – il più eclatante fu il milione di franchi sottratti ai contribuenti del Comune, che dovevano essere donati per la costruzione del golf di uno dei più ricchi patriziati del Canton Ticino – Ghiringhelli butta via quanto fatto nella sua carriera politica, <strong>svendendo i suoi tre seggi</strong> proprio a quell’UDC che è legato mani e piedi alla famiglia Pinoja e quindi anche al Patriziato del paese.</p>
<p style="text-align:justify;">Quel che fa sorgere legittimi dubbi è la tempistica con la quale Ghiringhelli e i suoi due alfieri hanno deciso di abbandonare la nave. Qualcuno sicuramente ricorderà che qualche settimana fa il capogruppo</p>
<p style="text-align:justify;">in Consiglio Comunale del PPD – nonché membro del Patriziato – <strong>Fausto Fornera</strong>, ha avanzasto ai colleghi una mozione – firmata anche dagli altri membri del PPD e dall’UDC, quindi sempre persone legate al Patriziato – con la quale si chiede di stipulare una<strong>convenzione tra Comune e Patriziato</strong>. Tale convenzione appare come un buon sistema per regolamentare quello che i due enti pubblici del territorio losonese devono fare al fine di ottimizzare l’utilizzo delle risorse e del territorio, ma in realtà arrischia di <strong>ammanettare il Comune al Patriziato</strong> più di quanto non lo sia oggi (sulla costruzione e sulla gestione della futura <strong>casa anziani medicalizzata</strong> c’è chi ci sguazzerebbe).</p>
<p style="text-align:justify;">Quello che si dovrebbe fare è chiarire realmente i rapporti tra Patriziato e Comune, dando a quest’ultimo il peso che dovrebbe avere, senza influenze esterne; quindi seguendo quello che dicono la Legge Organica Comunale (LOC) e la Legge Organica Patriziale (LOP). La modalità scelta da Fornera rischia però di creare una situazione in cui il Comune non può più eseguire liberamente i suoi compiti e diventa così subalterno al Patriziato: se oggi alcune cose vengono fatte nell’ombra, domani potranno esser legittimate dalla fantomatica convenzione, la quale chiuderà la bocca a chi oserà mettere i bastoni tra le ruote.</p>
<p style="text-align:justify;">Con questa mozione si va a sdoganare <strong>futuri favori</strong> del Comune al Patriziato, il quale si sta dimostrando sempre lo stesso, nonostante i nuovi volti che lo guidano; in poche parole i nuovi leader del Patriziato sembrano dimostrarsi più furbi dei loro predecessori, ma in fondi i tempi cambiano e bisogna sapersi adattare.</p>
<p style="text-align:justify;">Ghiringhelli non ha capito tutto questo, o almeno così vuol far credere, e <strong>Innocente Pinoja</strong>ringrazia.</p>
<p style="text-align:justify;">di Mattia Tagliaferri, Consigliere Comunale a Losone per la Lista della Sinistra e il Partito Comunista</p>
<p style="text-align:justify;">pubblicato su: www.ticinolibero.ch</p>
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		<title>Aprile molto caldo: a scuola senza minigonna</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 10:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tagliaferrim</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica cantonale]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/02/morisoli1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-210" title="morisoli" src="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2011/02/morisoli1.jpg?w=150&#038;h=100" alt="" width="150" height="100" /></a>Il prossimo 10 aprile saremo chiamati alle urne per rinnovare il Consiglio di Stato (CdS) e il Parlamento del Canton Ticino, affrontando una tornata elettorale che si prospetta particolarmente calda e agguerrita, visto che 3/5 del nostro esecutivo non si ripresenta e, soprattutto, considerando la lotta che è ormai entrata nel vivo – assieme a tutta la campagna elettorale – in casa liberale-radicale per la sostituzione dell’uscente Gabriele Gendotti, il quale occupa oggi la principale “cadrega” del dipartimento che, in qualità di sindacalista studentesco, più mi interessa: ossia il Dipartimento dell’Educazione della Cultura e dello Sport (DECS).</p>
<p><span id="more-208"></span></p>
<p style="text-align:justify;">A sostituire il buon “Lele” – sempre che il Partito Liberale Radicale Ticinese (PLRT) non perda un seggio in Governo – potrebbe essere il candidato di Idea Liberale Sergio Morisoli, masoniano di ferro (fu infatti il braccio destro di Marina Masoni ai tempi in cui lei ancora sedeva in CdS) ma soprattutto aderente all’associazione d’integralisti Comunione e Liberazione (CL): in poche parole rischiamo che la scuola di Stefano Franscini venga presa in mano da un liberista bigotto. La cosa estremamente particolare è che un simile spauracchio si presenta nel 2011, anno che segna la non uscita da una crisi economica (nonostante la stessa fosse stata sbandierata ai quattro venti un po’ da tutti), la quale sempre più sta avendo un effetto tangibile a tutti con la disoccupazione e la precarizzazione del lavoro, causata dalla visione politica ed economica di persone come Morisoli, le quali vogliono scuole sempre più snelle e fatte su misura dei più ricchi: basti pensare alla riforma di Gelmini – ministra dell’educazione italiana – che ha suscitato molte polemiche nella vicina penisola. Se si adoperasse un po’ più la testa, invece di fare campagne elettorali legate solamente all’immagine e per lo più prive di contenuto, non sarebbe così difficile capire che non possiamo ripartire con le stesse persone che ci hanno portato a penare per arrivare alla fine del mese, perché di licenziamenti ce ne son troppi e, in ogni caso, anche per chi lavora ci sono dei costi in continuo aumento difficilmente sopportabili – cassa malati, affitto, ecc. – per sbarcare il lunario con serenità. Per dirla in parole povere: quelli come Morisoli hanno già creato – da 20 anni a questa parte – sufficienti problemi sia in Ticino sia nel resto dell’Occidente.</p>
<p style="text-align:justify;">Non va inoltre dimenticato che il 2011 è il decimo anniversario della storica lotta che portò il Ticino alle urne per bloccare il finanziamento pubblico delle scuole private: a 10 anni di distanza, quello che i ticinesi fecero uscire dalla porta rischia di rientrare dalla finestra, in quanto i movimenti ultra-cattolici come CL si sono sempre schierati a favore delle scuole private a scapito dell’educazione pubblica. Nonostante Morisoli abbia apertamente detto di essere contrario ad una tale prassi, le persone minimamente attente alle dinamiche politiche capiranno che un’affermazione simile (soprattutto se fatta durante la campagna elettorale) vale poco o nulla: infatti l’abbondante maggioranza che il 18 febbraio 2001 bocciò sonoramente una simile opzione, va tenuta a bada.</p>
<p style="text-align:justify;">Certamente c’è da dire che anche i radicali – da sempre ministri dell’educazione in Ticino – non si siano comportati proprio egregiamente, basti guardare quelli che sono gli effetti della politica del salame (quella che prevede un taglio continuo sui budget) applicata in questi anni da Gendotti oppure la geniale idea del compianto Buffi di cedere la gestione dell’Università della Svizzera Italiana (USI) al Vescovo e alla già citata CL in cambio del sostegno politico ad un progetto che lo ha proiettato nella storia come il Consigliere di Stato che ha portato l’università in Ticino. Con Sergio Morisoli non verrebbe messa a repentaglio solamente la centralità della scuola pubblica rispetto all’educazione privata, ma anche l’aspetto della laicità verrebbe pericolosamente minato. L’ora di religione obbligatoria alle scuola medie – di fatto già sdoganata da Gendotti, seppur con tutte le moderazioni del caso – diverrebbe ad esempio all’ordine del giorno, nonostante i ragazzi di quell’età siano già sufficientemente sobbarcati di ore e presumibilmente poco interessati a frequentare una lezione di questo tipo e magari pure con il voto finale calcolato nelle media generale delle note; ci si potrebbe anche aspettare che l’ora di educazione sessuale venga spostata in specifiche sedute post-matrimoniali e forse le ragazze non potrebbero nemmeno più presentarsi in minigonna perché ritenuto induttore ad atteggiamenti peccaminosi.</p>
<p>di Mattia Tagliaferri, coordinatore Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti  (SISA)</p>
<p>pubblicato su www.ticinolibero.ch il 28 gennaio 2011</p>
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		<title>Il servizio civile e i paraocchi ideologici di un governo militarista</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 18:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tagliaferrim</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica nazionale]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2010/12/banner_servizio_civile.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-158" title="Banner_servizio_civile" src="http://mattiatagliaferri.files.wordpress.com/2010/12/banner_servizio_civile.jpg?w=135&#038;h=150" alt="" width="135" height="150" /></a>Negli scorsi giorni il Consiglio Federale (CF) ha deciso di apportare delle radicali modifiche alle modalità d’accesso al Servizio Civile (SC) e nella gestione dello stesso, causando la dura reazione degli ambienti pacifisti e antimilitaristi – tra cui anche il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) – i quali hanno lanciato l’allarme nei confronti di quello che rischia di diventare il momento più nero per gli obiettori di coscienza dopo quello in cui ancora venivano messi in prigione solo perché rifiutavano di imbracciare le armi.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-157"></span></p>
</div>
<p style="text-align:justify;">Visto il grande numero di domande d’ammissione al SC, generatosi con l’introduzione della prova dell’atto e l’eliminazione dell’esame di coscienza, il nostro temibile esercito si è preoccupato per la perdita di effettivi registrata, nonostante nel recente passato sia il Dipartimento federale della difesa sia i più alti graduati dell’esercito abbiano esplicitamente detto che gli effettivi attuali siano esagerati. Per capire quanto sono sproporzionati gli effettivi del nostro esercito basta fare un confronto con la Germania, la quale conta pressappoco lo stesso numero di soldati, nonostante questa sia territorialmente  e demograficamente imparagonabile alla piccola Svizzera, e nonostante la sua adesione alla NATO implichi l’impegno nei confronti di missioni all’estero. L’incoerenza tra quanto espresso da Blatmann e compagnia bella rispetto alla posizione appena assunta dal CF è palese: evidentemente la rotta intrapresa non è una scelta dettata dal pragmatismo, bensì dai paraocchi ideologici di un Governo militarista rimasto al palo del ’14-’18.<br />
Quanto appena detto può sembrare una presa di posizione molto forte, ma analizzando attentamente la situazione – con i cinque spunti di riflessione che espongo di seguito – non è difficile capire come quello fatto sia un grosso passo indietro.</p>
<p style="text-align:justify;">1) l’esame di coscienza, eliminato per far spazio alla cosiddetta prova dell’atto (il fatto che il SC sia stato allungano sino a diventare una volta e mezza il servizio militare, veniva fino a ieri ritenuto una prova sufficiente sulla convinzione dell’aspirante civilista) rientra di fatto dalla finestra in maniera un po’ camuffata, nonostante il CF sostenga che la prova dell’atto rimanga un punto saldo: è però evidente che con questa nuova modifica, il principio citato non viene più rispettato.<br />
2) le informazioni sul SC vengono date malamente, quindi molte persone capiscono che la scuola reclute non è la strada giusta e vengono poi a conoscenza del SC troppo tardi; l’inserimento del colloquio per le reclute che vogliono passare al SC è quindi un modo per non far più scappare i soldati pentiti. Non mi stupirei se il colloquio avrà una mera funzione dissuasiva, sostenuta da metodi autoritari: lo stesso metterà a confronto degli ufficiali e una persona che in quel momento è ancora un loro sottoposto. Questo non va dimenticato…<br />
3) togliere il formulario del SC da internet e fare in modo che venga consegnato solamente su richiesta – con in più il problema di dover confermare la propria volontà di fare l’obiettore di coscienza quattro settimane più tardi – è un patetico tentativo di rendere il tutto burocraticamente più complesso, al fine di disincentivare questa pratica. Ma come si fa – nel 2010 – a vietare la diffusione di un formulario simile attraverso internet? Il prossimo passo sarà quello di farlo pervenire per mezzo di un piccione viaggiatore?<br />
4) la limitazione della possibilità d’impiego e l’obbligo di prestare il servizio di lunga durata entro tre anni, è palesemente un tentativo di creare più problemi di quanti non ce ne siano oggi. Se attualmente non è facile trovare un istituto d’impiego per il SC, con questa misura lo sarà ancora di più, perché metterà a tutti i civilisti più fretta e li costringerà a convogliare le proprie domande in un numero più ristretto di istituti, generando molte persone in attesa.</p>
<p style="text-align:justify;">5) il fatto che verranno dimezzati i rimborsi spesa a quei civilisti che prestano servizio presso un istituto d’impiego che non può fornire prestazioni in natura (vitto e alloggio) è un vero e proprio furto. Questa misura è uno sdoganamento bello e buono di lavoro sottopagato che andrà oggettivamente a creare ulteriore dumping in molti settori – come quello sanitario – in cui ci sono già molti problemi da un punto di vista sindacale.<br />
Nonostante ciò credo che il Servizio Civile sia un&#8217;alternativa valida per chi non vuole essere complice del militarismo svizzero: si può scegliere dove prestare servizio, per quanto tempo e in quale periodo; inoltre, anche se il Governo taglia, si viene pagati leggermente di più rispetto alle reclute. Quindi il rifiuto al servizio militare rimane un’alternativa importante, e coloro che perseguiranno questa scelta daranno la migliore delle risposte alla casta degli ufficiali e al Consiglio Federale che perseguono queste politiche da Prima Guerra Mondiale.</p>
<p style="text-align:justify;">di Mattia Tagliaferri, coordinatore Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA)</p>
<p style="text-align:justify;">pubblicato su: Corriere del Ticino il 23 dicembre 2010</p>
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